Cascate del Nardis
 Cascate del Lares
BENVENUTI IN VAL GENOVA

La Val Genova Ŕ una valle alpina laterale della Val Rendena, dalla quale si diparte all'altezza dell'abitato di Caris˛lo. Situata nel settore occidentale del Parco Adamello-Brenta, con il suo profondo solco vallivo a modellamento glaciale percorso dal Sarca di Genova, definisce e separa i due sottogruppi cristallini della Presanella a nord e dell'Adamello a sud.

Da Caris˛lo la valle si inoltra in direzione ovest tra strette pareti e ripidi versanti coperti da fitti boschi di latifoglie e conifere; a quote maggiori la valle si fa pi¨ aperta per terminare, dopo 17 chilometri, nello spettacolare circo di pareti e ghiacciai che scendono sulla piana di BÚdole dalle vedrette del Mandron (sentiero n. 212) e della Lobbia (sentiero n. 241). Di singolare e selvaggia bellezza sono le valli secondarie pensili che si affacciano sulla Val Genova, caratterizzate da un paesaggio alpestre assolutamente originale: sulla destra idrografica la Val SiniciÓga (sentiero n. 215), la Valle di LÓres (sentiero n. 214) e la Val Folgorýda (sentiero n. 207); sulla sinistra la Val NÓrdis (sentiero n. 219), la Val Gabbi˛lo (sentiero n. 208) e la Val di CÚrcen (sentiero n. 227).

Le imponenti formazioni rocciose di natura cristallina (tonalite), che si innalzano dal fondovalle e dalle distese dei ghiacciai che ricoprono vaste superfici alle quote pi¨ alte, sono state teatro nella seconda metÓ del 1800 delle prime esplorazioni alpinistiche sulle montagne del Trentino e successivamente testimoni silenziose delle vicende belliche della "Guerra Bianca", duramente combattuta da italiani e austroungarici. Si tratta della Presanella (3558 m), della Busazza (3225 m), del Crozzon di LÓres (3354 m), delle tre Lobbie (Alta 3195 m, di Mezzo 3033 m, Bassa 2958 m), della Cima Mandrone (3283 m). Alla testata della valle la vedretta del ghiacciao dell'Adamello-Mandron, dopo accurati rilievi, risulta essere l'area glaciale pi¨ estesa delle Alpi Italiane con circa 18 chilometri quadrati.

Un elemento di spicco nel paesaggio della Val Genova Ŕ costituito dalla ricchezza di acque. La Val Genova Ŕ la "Valle delle Cascate" che precipitano dai tipici scalini glaciali di fondovalle (detti "scale") e dalle valli laterali, rimaste "sospese" per la maggiore azione erosiva prodotta sul fondovalle dai ghiacci del periodo quaternario. Risalendo da Caris˛lo si incontra per prima la spettacolare cascata di NÓrdis; dalla selvaggia Val Siniciaga scende la cascata del Cas˛l, proseguendo si incontrano le cascate di LÓres e di Folgorýda.

Sul fondovalle anche il torrente Sarca forma spettacolari salti d'acqua: quelli di Casina Muta, StablŔi, Pedr¨c, Pont delle Cambiali, Mandron sono i pi¨ noti. Frequenti e sempre inaspettati sono nei boschi e nelle radure di questa valle gli incontri con la fauna alpina rappresentata in particolare dal Camoscio, la Marmotta, il Capriolo, la Pernice bianca, il Gallo forcello ed il Gallo cedrone. Non ancora del tutto chiara risulta l'origine del nome "Val Genova". Il toponimo "ZŔnua" compare giÓ in documenti datati attorno al 1200 per indicare un territorio particolarmente ricco di acque.

QUANDO VISITARE LA VALLE

Da Maggio ad Ottobre ogni mese è buono per visitare comodamente questa meraviglia della natura. In inverno non occorre andare in Alaska per affrontare avventure come la "Wilderness".
Copyright Gianluca Marcellino

COME ARRIVARE

A monte dell'abitato di Carisolo in Val Rendena si abbandona la SS n. 239 e si imbocca la SP della Val Genova. La si percorre per alcuni km fino al bacino Enel e quindi al parcheggio. Durante il periodo estivo si pu˛ proseguire in auto pagando un pedaggio oppure, nel mese di agosto, utilizzando i bus navetta a pagamento che percorrono la valle fino al Pian di BÚdole. Normalmente il transito lungo la valle Ŕ interdetto da settembre a giugno.


 

 

I GIGANTI DI GHIACCIO
In inverno la Val di Genova offre la visione di un paesaggio irreale, immerso nel silenzio, illuminato dalle trasparenze delle cascate gelate. Sembra una valle incantata, attraversata dalla magia di Harry Potter o del Signore degli Anelli, con la sua gran barba bianca; e proprio a vecchi giganti con la barba di ghiaccio assomigliano le rocce della Valle di Genova, con le cascate che la segnano.
La Valle, che da Pinzolo e Carisolo in val Rendena, s'incunea per 13 chilometri fino ai ghiacciai del Mandrone e delle Lobbie, l'estate è tutta una sinfonia d'acqua, dal Sarca alle cascate sonanti. Grazie alle battaglie ambientaliste degli anni sessanta la Val Genova è una delle pochissime (se non l'unica) valle alpina con le acque ancora libere, selvagge, non domate dagli impianti idroelettrici. Le sue cascate non vanno "ad ore", non si aprono e chiudono con il rubinetto. L'inverno, invece, la valle appare ferma, congelata, bloccata: il Sarca si trasforma in un pezzo di pack polare, le cascate si stagliano sulle rocce come giganti muti, nell'attesa di risveglio. Il paesaggio è strano ma affascinante.
Solitamente l'inverno la Val Genova - che per la sua posizione incassata non riceve mai il sole - è immersa nella neve bianchissima e solo le cascate emergono come sciabolate di luce, quasi un sogno per raggiungere la luce. Si può percorrere con gli sci ma occorre prestare attenzione, perché il pericolo di valanghe è alto. La prima cascata che s'incontra è anche la più bella: la Cascata del Nardis. L'acqua proviene direttamente dal ghiacciaio della Presanella e nell'ultimo tratto, prima di confluire nel Sarca scroscia vistosamente, biforcandosi, con un salto di circa 130 metri.
In inverno questi 130 metri sono colonne di ghiaccio durissimo, vetrato, azzurro. Facilmente raggiungibile dalla strada, proprio di fronte al rifugio della famiglia Fostini (mille metri di quota), la Cascata del Nardis è diventata una delle mete preferite dagli arrampicatori che amano questa specialità difficile (la tenuta dei chiodi sul ghiaccio è sempre problematica, non bisogna proprio volare) e atletica (si sale in equilibrio appoggiati su quattro punte di ramponi e "tirati" da due punte di piccozza). Durante le vacanze di Natale 2001 anche sette, otto cordate si sono cimentate contemporaneamente lungo la cascata alla ricerca della placca giusta: che se non è "giusto" il ghiaccio si sgretola come un cristallo al colpo di piccozza e la colonna di ghiaccio precipita come un castello di carte. Narrano i testimoni che a Capodanno l'alpinista più veloce ha percorso i 130 metri di scalata in mezz'ora, salendo da solo, senza corda né assicurazioni.
È l'inverno il periodo più adatto per ammirare i giganti di ghiaccio della Val Genova. Raggiunto il Nardis si può proseguire inoltrandosi nella valle. In un'ora di camminata si può ammirare l'altra grande cascata, quella del Lares. Il freddo è intenso ma il paesaggio unico riscalderà il vostro cuore !
DOVE ALLOGGIARE
all'ingresso della Valle - Carisolo

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